|
Venerdì 16 Luglio 2010 07:05 |
|
L'articolo 25 del DL 78/2010 ha introdotto la ritenuta d’acconto del 10% sull’Irpef sui pagamenti effettuati mediante bonifico per usufruire delle detrazioni fiscali del 36% e del 55% per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici.
Le banche e le Poste italiane assumono in questo modo le vesti di sostituti d'imposta e al momento dell'accredito dei pagamenti effettuati con bonifico dai contribuenti che beneficiano delle detrazioni, devono operare una ritenuta del 10 per cento, a titolo di acconto d'imposta sul reddito percepito dai beneficiari del bonifico, con obbligo di rivalsa. Gli operatori finanziari sono tenuti a:
- versare la ritenuta con l'F24 utilizzando l'apposito codice tributo
- certificare la ritenuta al beneficiario del bonifico entro il 28 febbraio dell'anno successivo
- indicare nella dichiarazione dei sostituti d'imposta i dati relativi al beneficiario, le somme accreditate e le ritenute effettuate.
Il duplice scopo di tale provvedimento dovrebbe essere, da una parte, permettere al fisco di incassare denaro in anticipo, dall'altra, colpire l'evasione.
Assolterm si associa a quanto già detto da altre associazioni nel denunciare gli effetti negativi e controproducenti di tale provvedimento che invece di colpire l'evasione, rischia di favorirla. Con particolare riferimento ai lavori che accedono alle detrazioni fiscali del 55%, dove il costo dei materiali è elevato e spesso non permette margini di guadagno superiori al 10%, tale provvedimento mette in seria difficoltà le aziende e i lavoratori autonomi. Un provvedimento che rischia quindi di compromettere la capacità finanziaria di molte piccole aziende.
Per maggiori informazioni vedi anche http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-07-03/sotto-accusa-ritenuta-080757.shtml?uuid=AY6Sra4B
|